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GARAGE OLIMPO

Festival di Cannes 1999, Un certain Regard

 

Maria è una giovane militante in un'organizzazione contro la dittatura militare in Argentina. Insegna a leggere e a scrivere nelle baraccopoli e vive con la madre in una vecchia casa, in cui affittano alcune stanze. Uno degli inquilini, Felix, un ragazzo timido e silenzioso, è innamorato di Maria. Felix sembra non avere passato né famiglia; lavora in un garage - almeno questo è quello che dice. Una mattina, Maria viene portata via, davanti agli occhi della madre, da un plotone di militari in abiti civili. La giovane donna viene rinchiusa nel Garage Olimpo, una dei tanti centri clandestini di tortura che si nascondono a Buenos Aires nell'indifferenza generale della popolazione. Al fine di far parlare Maria, Tigre, il capo del centro, la affida a uno dei suoi uomini migliori: Felix, l'inquilino. La sua unica speranza di salvezza è legata a Felix, il suo aguzzino.

 

regia: Marco Bechis. sceneggiatura: M. Bechis, Lara Fremder. fotografia: Ramiro Civita. montaggio: Jacopo Quadri. costumi: Caterina Giargia. scenografia: Romulo Abad, con la coll. di Jorge Sarudiansky e Esther Musatti. musica originale: Jacques Lederlin. produzione esecutiva: Daniel Barman, Diego Dubcovsky. interpreti: Antonella Costa (Maria), Carlos Echevarría (Felix), Pablo Razuk (Texas), Enrique Piñeyro (Tigre), Marcelo Chaparro (Turco), Adrian Fondari (Rubio), Miguel Oliveira (Nene), Dominique Sanda (Diane, mamma di Maria), Chiara Caselli (Ana, militante), Paola Bechis (Gloria). Info: http://www.imdb.com/title/tt0201631/fullcredits#cast

http://www.garageolimpo.it

 

PRESS

Durissimo, emozionante, rigoroso […] La bravura di Bechis sta nel condurre questa storia di orrore troppo presto dimenticata con straordinario pudore, senza mai concedersi un fotogramma di troppo o un effetto facile, con l'aiuto di un copione di intelligente rigore e di una serie di volti inediti. Irene Bignardi, La Repubblica

Questo film senza ricatti ha il merito di ricordarci verità che dimentichiamo e che ci riguardano: la banalità del male come rischio costante di ogni burocrazia nella sua attività di controllo e repressione. Goffredo Fofi, Panorama

Il ricordo che lascia Garage Olimpo rimane col tempo, come una macchia, come la sporcizia. È molto diverso dal sentimento di indignazione che ci lascia appagati e soddisfatti con noi stessi; è qualcosa di più' duraturo, qualcosa che si attacca alla pelle e fatichi a mandare via. È la nausea. Gustavo Noriega, El Amante

Ho cercato uno stile personale per raccontare, più che la tortura, l'angoscia di chi la subisce. La sparizione dei prigionieri e il silenzio sul loro destino non era casuale, era stata una decisione presa scientificamente dall'inizio della dittatura militare (Intervista a Marco Bechis). Maria Pia Fusco, La Repubblica

Il suo film è di una violenza agghiacciante, sconvolgente, senza sconti: la tabella col dosaggio delle volt secondo il peso della vittima, contrappuntate dai rumori della vita: le canzonette, il calcio, il ping pong. I mostri sono tra noi, timbrano il cartellino. Maurizio Porro, Corriere della Sera

 

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karta@garageolimpo.it