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ESTERNO TANGO

ESTERNO TANGO - 1986 - 25 minuti - 16 mm

 

Tredici strofe di un tango durante un viaggio a Buenos Aires. Appunti fantastici su una città popolata da fantasmi. Borges, Evita, un burocrate, un generale, un venditore ambulante si incrociano nei bar, sugli autobus. Frammenti di ricordi, come le canzoni di Eva che con i suoi 18 anni gira per questa mitica e squallida città, spingendosi fino al suo confine simbolico: un’autostrada interrotta e sospesa nel vuoto. Diciassette attori danno vita ai personaggi. E’ un provino per ognuno di loro perché il film è anche un casting per un prossimo film.

“Ero stato spedito in Patagonia dalla produzione Pontaccio di Milano del mio amico Achille Mauri. 

Achille mi commissionò le riprese delle balene che passano alla Peninsula di Valdes, una volta all'anno. Incontrai lì un operatore subacqueo che risultò essere un cialtrone. Le riprese delle balene saltarono, le balene non erano più lì ma in mare aperto. Avevo in tasca i soldi della produzione e decisi di riutilizzarli in altro modo. L'Argentina del 1986 viveva l'iperinflazione, e quelle poche lire che avevo in tasca lì valevano molto. A Buenos Aires organizzai velocemente una mini troupe e rapidamente scrissi degli appunti di quel che avevo visto per le strade, sketch di un film da fare. I testi li presi da un tango e mi ispirai ad alcuni racconti di Jorge Luis Borges che avevo conosciuto l'anno precedente per un progetto di film poi naufragato.

Il film è stato girato in 16 mm con una troupe di professionisti di cinema, al completo, con un costo in lire bassissimo.

Quando tornai in Italia, Achille Mauri mi accolse un po' perplesso di vedermi arrivare senza il materiale sulle balene che mi aveva commissionato, ma quando vide poi ESTERNO TANGO montato mi disse: "Adesso devi fare il film". 

E mi diede così un incoraggiamento a scrivere ALAMBRADO, il mio primo lungometraggio”. Marco Bechis

 

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