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ALAMBRADO / THE FENCE

 

In concorso al Festival di Locarno, 1991

In Patagonia, a pochi chilometri dallo stretto di Magellano, il vento soffia tutto l'anno, incessantemente. Qui, in mezzo al nulla, in una casetta di legno di fronte al mare vive Harvey Logan, un anziano antiquario di origine scozzese, insieme ai due figli adolescenti: Eva – diciassettenne irrequieta e sensuale - e Juan, tredicenne introverso, taciturno e morbosamente attaccato alla sorella. Entrambi sognano di fuggire altrove. Un giorno arriva in paese Wilson, un uomo inglese che, per conto di una multinazionale inglese, vuole comprare il terreno dei Logan. Il padre decide così di costruire un grande recinto di fil di ferro e paletti, un alambrado; ma il tentativo di difesa sfocerà in tragedia.

Regia: Marco Bechis. soggetto e sceneggiatura: Marco Bechis, Lara Fremder. fotografia: Esteban Courtalon. montaggio: Nino Baragli, Pablo Mari. scenografia: Jorge Sarudiansky. musica originale: Jacques Lederlin. suono (presa diretta): Tullio Morganti. interpreti: Jacqueline Lustig (Eva Logan), Martin Kalwill (Juan Logan), Arturo Maly (Harvey Logan), Matthew Marsh (Wilson), Enrique Ahriman (Sanchez), Miguel Paludi (padre Corti). durata: 90’. Info: http://www.imdb.com/title/tt0101289/fullcredits#cast

 

PRESS

Dalla Patagonia uno dei migliori esordi degli ultimi tempi.
Morando Morandini, Il Giorno


Metafora e documento si sposano senza stridori in questa opera prima, prova di un talento capace di respirare nei grandi spazi aperti attraverso una visione che ricorda ora Antonioni e ora Flaherty. Tullio Kezich, Corriere della Sera 

Il film ha originalità, qualità cinematografica, salda drammaturgia e bravi interpreti ben scelti tra i quali è straordinaria per espressività e sensualità la ragazza Jacqueline Lustig. Lietta Tornabuoni, La Stampa

 

Questo di Bechis è un buon debutto, affermazione di una sensualità cinematografica notevolmente inedita. Enzo Siciliano, l’Espresso 

Bechis orchestra questa storia amara e disperata di ostinazione e di solitudine con una maturità e una misura sorprendenti in un’opera prima. Irene Bignardi, La Repubblica

Un’esplorazione eccezionale di un luogo senza tempo, Alambrado è sempre esplosivo. Catherine Schulman, Sundance Film Festival 1993

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