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Mundo Invisivel (2012)

Presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di San Paolo 2012 e al Festival di Roma 2012


Regia di Wim Wenders, Theodoros Angelopoulos, Marco Bechis, Atom Egoyan, Manoel de Oliveira, Guy Maddin, Gian Vittorio Baldi, Lais Bodanzky, Maria De Medeiros, Jerzy Stuhr, Beto Brant/Cisco Vasquez.

"Mundo Invisivel" e' un film a episodi ideato e realizzato da Leon Cakoff e Renata de Almeida, direttori della Mostra Internazionale del Cinema di San Paolo, in coproduzione con  Gullane.  Undici cortometraggi, in cui registi provenienti da tutto il mondo si sono interrogati sul concetto di invisibilita'  nel mondo contemporaneo.

Press - Uno dei piu' grandi pregi dell'opera di Bechis e' forse quello di riuscire a trattare temi importanti con chiarezza, lucidita'  e, almeno nel caso di Tekoha, grande ironia.
Laura Nuti, La screeningroom.com


Il sorriso del capo (2011)

Presentato in anteprima Evento Speciale al Festival del Cinema di Torino 2011

Regia di Marco Bechis. Scritto da Marco Bechis e Gigi Riva Montato da Iacopo Patierno e Marco Bechis - interpreti: Riccardo B.Prodotto da Karta Film e Cinecitta'  Luce.

Attraverso sorprendenti filmati dell'archivio Luce (cinegiornali, ma anche veri e propri film) Il sorriso del capo mostra i metodi della propaganda, la vita quotidiana nei suoi dettagli piu' rivelatori, descrive l'educazione di un paese. Marco Bechis indaga sul sentimento del consenso: racconta come nasce, quali strumenti si utilizzano per diffonderlo, come viene contrastato. A fare da filo conduttore una voce, che restera'  enigmatica fin quasi alla fine, racconta in prima persona che cosa significa crescere sotto il fascismo.

Press - Chi pensa che la costruzione del consenso e il culto del leader attraverso i media siano un'invenzione recente, brevettata da Silvio Berlusconi, per ricredersi deve guardare Il sorriso del capo.

Ilvo Diamanti, La Repubblica

Il sorriso del capo non e' in terza dimensione ma parla di noi. Del populismo e dei suoi meccanismi, dell'acritica ascesa di un dittatore e di come immagini e tecnologia (Mussolini lo intuì in tempi rapidi) potessero sostenere e abbracciare un progetto di dominio.

Malcolm Pagani, Il Fatto Quotidiano

Marco Bechis racconta questo rapporto di amore pazzo e totale tra gli italiani e il Duce per raccontare tutti gli altri rapporti diretti e carnali tra la plebe osannante e il Capo. Gian Antonio Stella, Corriere della Sera

...ecco dunque pezzi di cronache quotidiane, che messi l'uno dopo l'altro in una sequenza vertiginosa (da cinema sovietico anni Venti, quasi) finiscono per rivelare come un progetto di modernita'  possa entusiasmare le masse.

Wlodek Goldkorn, L'Espresso

L'Istituto Luce e' un archivio di fiction, la piu' alta fiction che abbiamo avuto in quegli anni, non di reale, di reale non c'e' niente"

Marco Bechis, Intervista - estratto

 


Birdwatchers. La terra degli uomini rossi (2008)

In concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2008

Premi - One World Media, Drama Award (UK); Golden Globes Italia, premio speciale della Giuria; Motovun Film Festival, premio Amnesty International.

Regia di Marco Bechis. Scritto da Marco Bechis e Luiz Bolognesi Montato da Jacopo Quadri Scenografie e costumi: Caterina Giargia. Produzione: Classic (Italia), Karta Film (Italia), Raicinema (Italia, Gullane (Brasile). Prodotto da Amedeo Pagani, Marco Bechis, Fabiano Gullane, Caio Gullane. Paesi di distribuzione: Italia, Brasile, Argentina, Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia. Distribuzione Italia: 01 Distribution. Distribuzione Internazionale: Celluloid Dreams. Film riconosciuto di Interesse Culturale dal MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA'‚ CULTURALI - DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA interpreti: Claudio Santamaria, Alicelia Batista Cabreira, Chiara Caselli, Abrisio da Silva Pedro, Ademilson Concianza Verga (Kiki), Ambrosio Vilhalva Mateus Nachtergaele, Fabiane Pereira da Silva, Nelson Concianza, Leonardo Medeiros, Ineia Arce Goncalves, Poli Fernandez Souza, Urbano Palacio.

Story - (Dal Morandini, Dizionario dei film) Nel Mato Grosso do Sul (Brasile) gli aborigeni sono confinati nelle riserve o sfruttati dai fazendeiros nei campi di coltivazione transgenica che anno dopo anno hanno distrutto le foreste, spazio del mondo religioso e di sostentamento dei Guarani'-Kaiowa' . Nadio, capo di una tribu', e lo sciamano Nhaderu occupano un pezzo di terra per reagire a uno stato di malessere che provoca suicidi fra i giovani. Fra Tito, giovane apprendista sciamano, e la figlia del proprietario nasce una relazione furtiva, seguita da quella tra Roberto, al servizio del fazendeiro, e una giovane india. Dopo il suicidio di Ireneu, figlio di Nadio, Roberto e' scacciato e, in risposta, Nadio assassinato. Tito, sconvolto, sta per suicidarsi, ma decide di vivere. Quarto film di Bechis (il 1 da lui prodotto con Amedeo Pagani) che l'ha scritto con Luiz Bolognesi e Lara Fremder. Fenomeno comune in molte parti del Terzo Mondo piu' diseredato, il suicidio tra i Guarani (517 in 20 anni su una popolazione di 30/40 .000 abitanti; 5 secoli fa erano 1 milione e mezzo) e' raccontato con un rispetto commosso da Bechis che, pero', non nasconde alcuni aspetti brutali e autodistruttivi della loro cultura. Pur con qualche scompenso, e' riuscito a fare un film antropologico senza manicheismi né concessioni a un facile patetismo. Uno dei 2 film italiani su 4 che meritavano di stare in concorso a Venezia 2008.

Press - Bechis lavora con gli indios e li trasforma in attori [...] E il risultato e' sorprendente. Il film, di grande impatto visivo, e' coinvolgente. I dialoghi semplici, ridotti all'osso, restituiscono l'essenza delle due culture.

Gigi Riva, L'Espresso

Il film e' un formidabile pugno nello stomaco [...] Una storia vera. Aspra. Senza sconti.

Gian Antonio Stella, Corriere della Sera

Il suo e' un cinema coerente, solido, mai qualunquista e banalmente commerciale, stilisticamente e registicamente inappuntabile.

Maurizio G. De Bonis, CultFrame

Marco Bechis e' molto bravo. Il suo film e' commosso, non calpesta mai la riga, e' commovente.

Adriano Sofri, La Repubblica

Agli attori indigeni ho mostrato due sequenze senza dialoghi di Uccelli di Hitchcock e di C'era una volta il West di Sergio Leone. La cosa che piu' mi premeva erano i silenzi. Li ho messi in guardia, spiegando che gli attori protagonisti del film erano loro ma che gli attori secondari erano professionisti che ben sapevano usare quei silenzi in una scena, che ben sapevano prendersi i loro tempi prima di rispondere. Di fronte alle immagini di Leone e Hitckcock, hanno capito al volo ed hanno imparato a raccontare con i silenzi.

Marco Bechis, backstage Birdwatchers

Mi sono chiesto qual era il nocciolo della questione e una delle risposte possibili e' proprio questa: l'esercito argentino, avendo commesso, solo nel 1910, l'ultimo massacro di indigeni (quindi avendoli completamente sterminati) non essendo mai ne processato - ne c'e' stata una revisione di quei fatti, avesse, negli anni settanta, semplicemente, riletto nel suo DNA quest'esperienza e avesse considerato i giovani oppositori argentini come degli indigeni. Quindi come degli altri, come degli alieni che andavano, anche loro, sterminati.

Marco Bechis, backstage Birdwatchers

Ottimo [...] evocativo, sorprendente e ben costruito.

Nick James, THE OBSERVER (Festival del Cinema di Venezia - 2008)

The best film in the competition was "Birdwatchers" from Marco Bechis, whose background is both European and South American. A drama about a small Brazilian tribe trying to reclaim their ancestral land but rubbing against landowners and their prejudices, it explores rather than parades its liberal agenda, raises questions in an arresting fashion and offers strong performances. If only there was more of the same.

Dave Calhoun, Time Out

A film that gets under your skin

ZDF Heute Journal

Un serio candidato al Leone d'Oro [...] Questo racconto, tecnicamente impressionante, non ha deluso.

THE TIMES ONLINE



Figli/Hijos (2001)

In concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, Cinema del Presente 2001

Premi: Castellinaria International Festival of Young Cinema, premio ASPI; David di Donatello, Migliore Attrice non Protagonista (Stefania Sandrelli); Paris Film Festival, Press Award; Mostra del Cinema di Venezia, premio 'CinemAvvenire' - Cinema for Peace

Regia di Marco Bechis. sceneggiatura: M. Bechis, Lara Fremder, con la coll. Di Enrique Ahirman e Caterina Giargia. fotografia: Fabio Cianchetti. montaggio: Jacopo Quadri. costumi: Caterina Giargia. scenografia: Caterina Giargia, Paolo Polli. musica originale: Jacques Lederlin, Daniel Buira e “La Chilinga�". Interpreti: Stefania Sandrelli (Vittoria Ramos), Carlos Echevarria (Javier Ramos), Julia Sarano (Rosa Ruggieri), Enrique Pineyro (Raul Ramos), Antonella Costa (Ana, la partoriente), produzione: Cecchi Gori Group e Classic. Paesi di distribuzione: Italia, Argentina, Brasile, Francia, Giappone, Repubblica Ceca, Singapore.

Sito web: www.figli-hijos.com

Story - (dal Morandini) Figlia di una desaparecida del 1977, l'argentina Rosa cerca un fratello gemello, adottato da uno degli assassini in divisa, e lo trova in Javier a Milano nel 2000. Nato da un'inchiesta tra alcuni dei settantadue hijos di desaparecidos (su circa 500) identificati con sicurezza, l'opus n. 3 dell'italo-cileno Marco Bechis e' complementare e diverso da Garage Olimpo. Si rievoca la stessa vergogna, le radici del dolore e il rimosso con la sensibilita'  e, forse, con la speranza del presente. Scritto con Lara Fremder, conferma la capacita'  del regista di raccontare per immagini e di non separare il linguaggio dal discorso politico.

Press - Sono pochi nel mondo, pochissimi in Italia i registi capaci di fare un cinema di contenuti che sia anche un cinema di linguaggio e di stile. Uno di questi e' Marco Bechis.

Roberto Nepoti, La Repubblica

Manca totalmente da Figli/Hijos ogni concessione al folclore e alla facile ricostruzione storica, come a chiedere allo spettatore uno sforzo di autointerrogazione sui temi morali che stanno alla base del film e delle sue domande.

Paolo Mereghetti, Corriere della Sera

Film duro e rigoroso che non concede assolutamente nulla. Nessuna conciliazione e' possibile. Nessuna

scusante. Sospeso a meta'  tra documento politico e tragedia greca, questo film e' un atto di accusa.

Dario Zonta, l'Unita' 

Figli e' un film quasi perfetto: misurato e intenso a un tempo, capace di produrre emozione senza estorcerla, realistico ma ricco di risonanze simboliche. Una questione di stile.

Roberto Nepoti, La Repubblica

Ed e' proprio cercando tra questi genitori bugiardi e colpevoli, ma che ormai amano il figlio acquisito, che il film sfiora la pietas e s'addentra nel terreno minato dei sentimenti contrapposti dell'odioamore e nel doppio potere della memoria.

Maurizio Porro, Corriere della Sera

Mi sembra di vedervi, quando uscirete dal cinema, dopo aver visto "Figli", silenziosi, corrucciati, coinvolti. Felici come si e' felici per un film bello. E allegri. E rabbiosi"

Lidia Ravera, l'Unita' 



Garage Olimpo (1999)

Selezione Ufficiale Festival di Cannes,  Un certain Regard 1999

Premi:Argentinean Film Critics Association, Silver Condor, Migliore Regia e Miglior Montaggio (Jacopo Quadri); Cartagena Film Festival, Golden India Catalina, Miglior Film; David di Donatello, Miglior Produttore (Amedeo Pagani); Havana Film Festival, premio Cuban Critics, premio Glauber Rocha, Grand Coral, primo premio, premio Martin Luther King Memorial Center, premio Memoria Documentary  (David Blaustein); premio OCIC; Huelva Latin American Film Festival, Golden Colon; Lleida Latin American Film Festival, premio Sceneggiatura (con Lara Fremder); Lucas - International Festival of Films for Children and Young People, premio C.I.F.E.J. - Menzione Speciale e premio Lucas; Santa Barbara International Film Festival, premio Phoenix; Thessaloniki Film Festival, premio FIPRESCI e Silver Alexander.

Regia: Marco Bechis. sceneggiatura: M. Bechis, Lara Fremder. fotografia: Ramiro Civita. montaggio: Jacopo Quadri. costumi: Caterina Giargia. scenografia: Romulo Abad, con la coll. di Jorge Sarudiansky e Esther Musatti. musica originale: Jacques Lederlin. produzione esecutiva: Daniel Barman, Diego Dubcovsky. interpreti: Antonella Costa (Maria), Carlos Echevarr��a (Felix), Pablo Razuk (Texas), Enrique Pi��eyro (Tigre), Marcelo Chaparro (Turco), Adrian Fondari (Rubio), Miguel Oliveira (Nene), Dominique Sanda (Diane, mamma di Maria), Chiara Caselli (Ana, militante), Paola Bechis (Gloria). Prodotto da Amedeo Pagani, Enrique Piyro, Marco Bechis, Eric Heumann. Paesi di distribuzione: Italia, Argentina, Brasile, Cile, Paraguay, Colombia, Venezuela, Messico, Uruguay, Canada, Colombia, Finlandia, Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Indonesia, Norvegia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna, Portogallo, Svezia, Turchia.

Story - (dal Morandini) Nel 1978, restaurata in Argentina la dittatura militare, la 18enne Maria, maestrina impegnata nel sociale, e' prelevata da casa e rinchiusa nel Garage Olimpo, uno dei 365 centri clandestini di tortura attivi a Buenos Aires tra il 1976 e il 1982, gestiti da squadracce paramilitari e collegati con gli alti comandi delle forze armate. Tra i suoi carnefici c'e' Felix, di lei innamorato, che le offre una protezione cui lei non si sottrae. diventera'  una dei 30.000 desaparecidos. Scritto da Marco Bechis con Lara Fremder, questo duro dolente e doloroso film non e' una ricostruzione storico-politica, pur essendo scrupolosamente articolato su storie e particolari veri. Spinto dall'ambizione di arrivare al documento attraverso la finzione, Bechis si e' posto il problema della rappresentazione della violenza. Quasi sempre lo risolve con gli strumenti del pudore, lasciandola fuori campo o ricorrendo a sfocate immagini video. Ne descrive l'orrido grigiore di burocratica routine e sottolinea visivamente (le riprese aeree della citta') il contrasto tra la sua sotterranea presenza e la normalita'  della vita urbana. La direzione degli attori, la cura dei particolari, l'uso della luce, la scansione drammatica della vicenda (cui giova il montaggio di Jacopo Quadri) fanno il resto. Piu' che all'indignazione, induce alla nausea e alla "vergogna di essere argentino, di essere umano" (Gustavo Noriega).

Press - Durissimo, emozionante, rigoroso [...] La bravura di Bechis sta nel condurre questa storia di orrore troppo presto dimenticata con straordinario pudore, senza mai concedersi un fotogramma di troppo o un effetto facile, con l'aiuto di un copione di intelligente rigore e di una serie di volti inediti.

Irene Bignardi, La Repubblica

Questo film senza ricatti ha il merito di ricordarci verita'  che dimentichiamo e che ci riguardano: la banalita'  del male come rischio costante di ogni burocrazia nella sua attivita'  di controllo e repressione.

Goffredo Fofi, Panorama

Il ricordo che lascia Garage Olimpo rimane col tempo, come una macchia, come la sporcizia. E' molto diverso dal sentimento di indignazione che ci lascia appagati e soddisfatti con noi stessi; e' qualcosa di più duraturo, qualcosa che si attacca alla pelle e fatichi a mandare via. E' la nausea.

Gustavo Noriega, El Amante

Ho cercato uno stile personale per raccontare, piu' che la tortura, l'angoscia di chi la subisce. La sparizione dei prigionieri e il silenzio sul loro destino non era casuale, era stata una decisione presa scientificamente dall'inizio della dittatura militare (Intervista a Marco Bechis).

Maria Pia Fusco, La Repubblica

Il suo film e' di una violenza agghiacciante, sconvolgente, senza sconti: la tabella col dosaggio delle volte secondo il peso della vittima, contrappuntate dai rumori della vita: le canzonette, il calcio, il ping pong. I mostri sono tra noi, timbrano il cartellino.

Maurizio Porro, Corriere della Sera

Luca's Film (1997)

Presentato in anteprima al Festival di Locarno 1996

Cast - regia e immagini: Marco Bechis. aiuto regia e suono: Dante Lomazzi. montaggio: Mirella D'Angelo. musica: Jacques Lederlin.produzione esecutiva: Caterina Giargia. produzione: Serame Project (Silvia Pizzorno, C. Giargia, M. Bechis, D. Lomazzi). Coproduzione: Carlo Degli Esposti (Palomar), Achille (Studio Pontaccio), Gianfranco Clerici (Greenmovie). durata: 52'.

Story - Il documentario, girato tra il 1994 e il 1996 e realizzato insieme a Caterina Giargia, e' dedicato all'amico Luca Pizzorno, scultore e fotografo, Di Fede buddista, l'artista  mori' nel 1994 e venne cremato rispettando le sue ultime volonta' . Marco Bechis, Caterina Giargia e Dante Lomazzi partirono dunque per l'India con le sue ceneri affinché venissero sparse secondo i riti buddisti. I protagonisti di questo viaggio sono contemporaneamente la troupe e i soggetti del documentario, che venne successivamente montato con gli spezzoni video girati con Luca durante gli anni di vita a Milano. Ne emerge una riflessione sulla morte in occidente e in oriente, capace di cambiare la visione della vita dei protagonisti.

Press -  Luca's Film e' prima di tutto una storia di amicizia.

Pardo News (Festival di Locarno)


Alambrado (1991)

In concorso al Festival di Locarno 1991

Premi: Havana Film Festival, Grand Coral - terzo premio; IMAGI Madrid, Primo premio, presidente della giuria Pedro Almodovar

Cast - Regia: Marco Bechis. soggetto e sceneggiatura: Marco Bechis, Lara Fremder. fotografia: Esteban Courtalon. montaggio: Nino Baragli, Pablo Mari. scenografia: Jorge Sarudiansky. musica originale: Jacques Lederlin. suono (presa diretta): Tullio Morganti. interpreti: Jacqueline Lustig (Eva Logan), Martin Kalwill (Juan Logan), Arturo Maly (Harvey Logan), Matthew Marsh (Wilson), Enrique Ahriman (Sanchez), Miguel Paludi (padre Corti). durata: 90'.Paesi di distribuzione: Italia, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Svizzera, Olanda, Belgio.

Story - (dal Morandini) Anziano scozzese, abbandonato dalla moglie, vive con due figli adolescenti irrequieti in una casa isolata della Patagonia. All'arrivo degli emissari di una multinazionale che vorrebbe dare sviluppo turistico alla desolata landa di vento e di polvere, il vecchio si oppone, costruendo un grande recinto (alambrado) di paletti e fil di ferro. Epilogo tragico. Povero di fatti e ricco di echi e di sensibilita' , scritta da Marco Bechis con Lara Fremder, quest'opera prima, all'insegna di una violenta fisicita' , e' un insolito film di vento, isolamento, solitudine, desolazione. E di follia.

Press - Dalla Patagonia uno dei migliori esordi degli ultimi tempi.

Morando Morandini, Il Giorno

Metafora e documento si sposano senza stridori in questa opera prima, prova di un talento capace di respirare nei grandi spazi aperti attraverso una visione che ricorda ora Antonioni e ora Flaherty.

Tullio Kezich, Corriere della Sera

Il film ha originalita' , qualita'  cinematografica, salda drammaturgia e bravi interpreti ben scelti tra i quali e' straordinaria per espressivita'   e sensualita'  la ragazza Jacqueline Lustig.

Lietta Tornabuoni, La Stampa

Questo di Bechis e' un buon debutto, affermazione di una sensualita' cinematografica notevolmente inedita.

Enzo Siciliano, l'Espresso

Bechis orchestra questa storia amara e disperata di ostinazione e di solitudine con una maturita'  e una misura sorprendenti in un'opera prima.

Irene Bignardi, La Repubblica

Un'esplorazione eccezionale di un luogo senza tempo, Alambrado e' sempre esplosivo.

Catherine Schulman, Sundance Film Festival 1993



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